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Cos’è un guardaroba digitale? Una spiegazione semplice
Un armadio digitale è una copia del tuo guardaroba che vive nel telefono: una foto per capo, ritagliata dallo sfondo, etichettata per tipo e colore, e consultabile. Questa è tutta la definizione. La parte interessante è a che cosa serve.
La definizione e le tre cose che non è
Un armadio digitale (alcune app dicono guardaroba digitale, armadio virtuale o organizer per il guardaroba; intendono la stessa cosa) è un inventario dei vestiti che già possiedi, costruito a partire da fotografie. Ogni voce è un capo: un’immagine, un nome, una categoria, un colore e tutto ciò che l’app riesce a leggerne. Il risultato è una griglia che puoi scorrere, cercare e filtrare.
Non è un album di foto. Un album contiene immagini di outfit che hai indossato; un armadio digitale contiene i capi stessi, separati, per poterli ricombinare.
Non è un’app di shopping, anche se alcune app per il guardaroba ci attaccano un negozio. Il senso di un inventario è usare quello che hai.
Non è un foglio di calcolo, anche se ne fa il lavoro. Nessuno tiene aggiornato un foglio di calcolo del guardaroba, perché un foglio di calcolo non può guardare una camicia. Un’app per il guardaroba sì.
A che cosa serve davvero
Tre compiti, nell’ordine in cui la maggior parte delle persone li scopre.
- Sapere che cosa possiedi. Quasi tutti i guardaroba sono più grandi di quanto chi li possiede ricordi. Una griglia con tutti i capi riporta alla luce la metà che avevi dimenticato: i vestiti nuovi meno cari che troverai mai.
- Vestirsi più in fretta. Una volta separati ed etichettati, un’app può metterli insieme. Quelle buone leggono il meteo, accettano una richiesta in linguaggio normale («matrimonio stasera», «ufficio, ma senza giacca e cravatta») e ti danno un outfit invece di un armadio vuoto.
- Scoprire che cosa indossi davvero. Registra quello che metti e, dopo un mese, l’app sa quali capi si meritano la gruccia e quali non escono mai. È l’informazione che ti serve prima di comprare altro.
Come se ne costruisce uno
Fotografi ogni capo. L’app rimuove lo sfondo e legge l’indumento. Nella generazione precedente di app la foto finisce lì: un ritaglio di quello che hai inquadrato, stropicciato o no. Nella generazione nuova, Megu compresa, l’app rigenera il capo come una foto da studio pulita, così una camicia fotografata in un mucchio sul letto esce con l’aspetto che avrebbe in negozio. In ogni caso il lavoro è la foto, non l’inserimento dati. Trenta o quaranta capi sono una serata normale.
Ne vale la pena, una serata?
Se ti sei mai trovato davanti a un armadio pieno senza niente da mettere, sì. La serata è una sola; la mattina che ti fa risparmiare è tutte le mattine. L’ostacolo è lo stesso in ogni app: un armadio con dodici capi è un giocattolo. Bisogna superare la prima serata, ed è per questo che come passi quella serata conta più dell’app che scegli.
Domande
Che differenza c’è fra un armadio digitale e un armadio virtuale?
Nessuna, in pratica. Le app usano «armadio digitale», «guardaroba digitale», «armadio virtuale» e «organizer per il guardaroba» per la stessa cosa: un inventario fotografato ed etichettato dei vestiti che possiedi.
Devo fotografare ogni capo?
Sì, una foto per capo. Nelle app di oggi è l’unico lavoro; il ritaglio, il nome e le etichette li fanno loro. Alcune app permettono anche di aggiungere capi da foto che hai già nella libreria.
Un armadio digitale è la stessa cosa di un pianificatore di outfit?
L’armadio è l’inventario. Un pianificatore di outfit è una delle cose che ci puoi fare. Quasi tutte le app attuali fanno entrambe le cose; l’armadio viene prima perché senza di esso il pianificatore non ha niente da pianificare.
Apri il tuo armadio.
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