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Vestirsi in base al meteo: le previsioni non bastano

La massima e la minima sono per i contadini

Una previsione giornaliera riporta gli estremi: il minuto più freddo, di solito prima dell’alba, e il più caldo, di solito a metà pomeriggio. Se in entrambi i momenti sei al chiuso, non ti dicono quasi nulla. Una giornata con minima di sei e massima di ventidue può essere da giacca leggera o da cappotto a seconda soltanto che tu sia fuori alle otto del mattino o alle due.

Leggi le ore in cui sarai fuori

Apri la vista oraria e guarda le ore in cui sarai davvero all’aperto: il tragitto, la passeggiata di mezzogiorno, la sera. Vestiti per la più fredda di quelle ore, e solo per quelle. Se fra loro ci sono più di otto gradi circa, ti serve uno strato che puoi togliere, non un cappotto più pesante.

È un’abitudine da cinque secondi, ed è l’unico cambiamento che risolve il problema dello «sbagliato entro pranzo». Ed è anche esattamente quello che una buona app per il guardaroba dovrebbe fare al posto tuo.

Che cosa dovrebbe fare un’app per il guardaroba con una previsione

Due giornate che nessuna app azzecca

L’escursione termica, freddo alle otto e caldo alle due, non ha un unico outfit corretto. La risposta migliore è uno strato. Il primo giorno freddo d’autunno è un altro problema: le previsioni hanno ragione, ma tu con la testa non hai ancora cambiato stagione e il cappotto è ancora in uno scatolone. L’app può suggerirlo; non può andarlo a prendere in soffitta.

Apri il tuo armadio.

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